Il primo marcatore di un Mondiale non si dimentica facilmente. Pensate alla doppietta dell’ecuadoriano Enner Valencia nella scorsa edizione contro il Qatar, al colpo di testa del russo Gazinsky contro l’Arabia Saudita a Mosca nel 2018 oppure al mitico Tshabalala…

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Il nome di Julián Quiñones entrerà nella storia come il primo marcatore del Mondiale, segnando per il Messico nella partita inaugurale contro il Sudafrica, vinta 2-0. Il suo gol, realizzato dopo soli nove minuti, ha dato il via a una serata memorabile per i tifosi messicani, che hanno visto la loro squadra dominare il match.

La carriera e la naturalizzazione

Nato in Colombia nel marzo del 1997, Quiñones ha intrapreso la sua carriera calcistica in Messico, dove ha dovuto affrontare diverse sfide. Dopo aver iniziato con i Tigres de Nuevo León, è passato ai Venados e poi ai Lobos BUAP, dove ha raggiunto una svolta con 16 gol in 28 partite. La sua crescita lo ha portato a giocare per club come Atlas e América, attirando l’attenzione di entrambe le nazionali, quella colombiana e quella messicana. Nel 2023, dopo aver rifiutato la convocazione della Colombia, ha ottenuto la naturalizzazione messicana, esordendo in Nazionale e segnando subito. Nel 2024, il suo trasferimento all’Al-Qadsiah ha segnato un record di cessione nella Liga MX, con un investimento di oltre 16 milioni di dollari. Con 62 gol in 68 partite in Arabia Saudita, Quiñones ha dimostrato il suo valore, diventando un simbolo per i calciatori naturalizzati, accanto a Antonio Naelson Sinha.

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