Ora in Arabia allena l'Al-Ittihad, ma continua a seguire con interesse il calcio italiano. Sergio Conceiçao a Repubblica sui problemi che ha incontrato al Milan: "Giocavamo ogni tre giorni, ci allenavamo in partita. Tanti video, poco lavoro in campo. Ma…
Il passato al Milan
Sergio Conceiçao, attualmente allenatore dell’Al-Ittihad in Arabia Saudita, riflette sul suo breve ma intenso periodo al Milan. Intervistato da Repubblica, ha condiviso le difficoltà affrontate durante la sua esperienza: “Giocavamo ogni tre giorni, e ci allenavamo principalmente in partita. C’erano molti video e poco lavoro sul campo. Non mi lamento, però; ero consapevole del calendario quando ho firmato. In ogni caso, sono stati sei mesi positivi, culminati in due finali. Una l’abbiamo persa, ma le cose avrebbero potuto andare diversamente”.
Le sfide dello spogliatoio
Conceiçao ha poi parlato dell’atmosfera nello spogliatoio, evidenziando come l’instabilità ambientale influisca anche sui giocatori: “Ho trascorso 25 anni negli spogliatoi e so che l’instabilità si riflette sul campo. Non era facile giocare con i tifosi che disertavano la curva. Con i social media, le critiche arrivavano direttamente ai calciatori. Se la società non è forte, lo spogliatoio non può esserlo”. Riguardo al suo famoso sigaro, ha chiarito: “Non volevo creare il ‘Conceiçao show’, ma semplicemente seguire un’abitudine naturale. Qui in Arabia, ho ancor più affetto per i sigari, dato che il vino non è permesso”.





